
| Internet in azienda: come viene utilizzata? |
Inserita il: 03/06/2010 |
| Sempre più business |
|
Come viene visto l'IT, l'information technology, dai top manager aziendali? Porta vantaggi reali? Quali sono le perplessità a riguardo? Una ricerca ci spiega la situazione attuale.
Internet sempre più presente nelle nostre vite, sia in ambito personale che lavorativo. E' la realtà attuale, ed è in continua crescita. Un'indagine mostra come la grande Rete cambia il modo di lavorare nelle aziende. Intitolato “Optimizing the Performance of Web-based Business Services: A Global Survey of Business Priorities”, è stato commissionato a IDC da Compuware Corporation.
La quasi totalità delle aziende intervistate contava più di mille impiegati, mentre quasi il 75% dei responsabili coinvolti nell'indagine ricopre ruoli di alta gestione. Ai partecipanti all’indagine sono state poste domande sul livello di consapevolezza dell’uso di Internet in azienda come strumento per abilitare applicazioni, attività e processi di business.
I risultati hanno evidenziato alcuni punti chiave, tra cui:
1) I responsabili chiedono all’IT informazioni sulla business service performance end-to-end attraverso Internet e il data center, ma solo il 36% di essi controlla frequentemente i report sulle prestazioni e la disponibilità. In molti casi i direttori non controllano i report perché sono troppo complessi o non forniscono un sufficiente contesto di business
2) La maggior parte delle aziende usa normalmente Internet per abilitare attività di marketing/advertising, recruiting e assunzioni, supporto ai clienti, forza vendita e CRM, e fatturazione online. Entro il 2012, gli intervistati si aspettano di aumentare l’uso di Internet per orientare i profitti
3) Solo il 31% dei decision makers crede che il proprio dipartimento IT sia veramente preparato a supportare i responsabili aziendali nel valutare gli impatti sul business, rischi e opportunità legati all’uso di internet e degli smart phone, oggi in costante crescita
4) Entro il 2012, il 78% dei responsabili aziendali prevede che la propria organizzazione farà un maggiore uso di smartphone per l’accesso a attività di business basate su applicazioni web
La priorità IT più citata nell’arco dei prossimi due anni è una maggiore conoscenza e consapevolezza della performance “end-to end” di attività di business basate sull’uso di Internet. Dai risultati emerge anche che spesso purtroppo, l'information technology non riesce a dare un quadro tangibile del reale stato dell'azienda. I responsabili d’impresa chiedono molto supporto all’IT, ma sono al tempo stesso ancora perplessi rispetto a come l’IT stesso sia pronto e in grado di affrontare le criticità emergenti.
Fonte | www.businessonline.it |
|
|
| Finanziamenti della Net Economy |
Inserita il: 17/03/2010 |
| 110.000 Euro per idee, servizi ed eventi |
|
I contributi spetteranno alle migliori proposte di eventi e progetti sui temi selezionati in questa edizione del Forum, che dal 2002 è promosso da Comune, Provincia e Camera di Commercio di Milano per sostenere la new economy, l'innovazione e i nuovi media attraverso iniziative rivolte ad imprese, professionisti, studenti, cittadini, operatori del settore. Tra le aree di intervento, servizi turistici just in time, contenuti digitali di intrattenimento, servizi IT innovativi per le PMI. Domande entro: 24 marzo.
continua su |www.forumneteconomy.it|
|
|
| Le aziende italiane al successo anche col web |
Inserita il: 16/03/2010 |
| Case history di successo dell'uso del web 2.0 di Reply,Hoepli,Barilla |
|
Reply, Hoepli, Barilla e Webank sono quattro aziende di tipo diverso, appartengono a quattro settori completamente differenti e ciascuna di loro di rappresenta, con modalità ovviamente diverse, un caso d'eccellenza nell'applicazione degli ormai noti strumenti che contraddistinguono il fenomeno Web 2.0.
Continua su | www.businessonline.it |
|
|
| Browser buoni Chrome o IE8, Flash è da evitare |
Inserita il: 15/03/2010 |
| La combinazione più sicura è Windows 7 + IE8 o Chrome, ma senza Flash. |
|
Windows 7 è il sistema operativo più difficile da hackerare, grazie alla presenza di ASRL e DEP. La combinazione più sicura è Windows 7 + IE8 o Chrome, ma senza Flash. Parola di Charlie Miller, uno dei più noti bug hunter a livello mondiale. a cura della Redazione Secondo Charlie Miller, uno dei più noti bug hunter a livello mondiale, vincitore degli ultimi due Pwn2Own, il security contest che si tiene durante la CansecWest Conference, Windows 7 è leggermente più difficile da hackerare rispetto a Snow Leopard.
In un’intervista rilasciata a Matteo Campofiorito di oneITsecurity, Miller spiega che le difese dell’ultimo sistema operativo di Microsoft sono più alte grazie all’implementazione della ASRL (Address Space Layout Randomization) e perché offre una superficie d’attacco più ristretta (per esempio, niente Java o Flash di default). Windows, prosegue Miller, è solitamente più difficile da hackerare per la presenza di ASRL e DEP (Data Execution Prevention), anche se in un recente talk alla Black Hat DC è stato mostrato come aggirare queste protezioni in un browser su Windows.
La combinazione sistema operativo + browser più sicura da usare, sostiene Miller, è Chrome o Internet Explorer 8 su Windows 7, senza Flash installato. A dire il vero, sottolinea il bug hunter, non ci sono differenze sufficienti tra i due browser per discuterne più di tanto. La cosa principale per assicurarsi una maggiore sicurezza è non installare Flash di Adobe.
A Miller, Matteo Campofiorito ha chiesto anche il motivo per il quale al Pwn2Own non vi sia ancora traccia di exploit per Linux. Il motivo, risponde Miller, è che non ci sono abbastanza utenti che usano Linux sui propri desktop. Linux, prosegue l’esperto di sicurezza, è forse anche più semplice da hackerare. Inoltre, le vulnerabilità sono nei browser, nella maggior parte dei casi, gli stessi che girano su Windows.
Fonte | www.webmasterpoint.org |
|
|
| Aziende, motori di ricerca in Italia 2009, pubblicità e SEO |
Inserita il: 18/11/2009 |
| Quanto si investe per i propri siti web? |
|
Come e quanto investono le aziende italiane, piccole o grandi che siano, in Search marketing? Quale conoscenza hanno degli strumenti a disposizione? Come misurano i risultati che ottengono da questi investimenti e quali sono i loro indicatori di performance?
Sono alcune delle domande alle quali abbiamo voluto trovare risposta andando a intervistare, grazie alla collaborazione del portale del marketing MyMarketing.Net e di OTO Research, un campione di quanti, nel nostro paese, influenzano o approvano gli investimenti aziendali in pubblicità e marketing sul Web.
Un osservatorio sui trend in atto che diventerà annuale, aggiungendosi alla ricerca che ogni primavera portiamo avanti, sempre con OTO, su come gli italiani utilizzano i motori di ricerca.
I risultati sono stati interessanti ed evidenziano oltretutto come, nonostante il search marketing sia ormai anche da noi da oltre un quinquennio il principale strumento di promozione online, vi siano ancora ampi margini di crescita sia in termini di adozione che di budget investiti.
continua su |www.businessonline.it|
|
|
| Conti correnti online su Internet |
Inserita il: 18/11/2009 |
| E' boom in Italia nel 2009 |
|
Il rapporto “La multicanalità delle banche” condotto dall’Osservatorio e-Committee dell’ABI mostra come sia aumentato in modo considerevole il numero di conti correnti bancari abilitati ad altri tipi di accesso, oltre al tradizionale sportello bancario.
Sedici punti percentuali in più, nel 2007, rispetto all'anno precedente, per un totale di circa 13,4 milioni: su questi valori si attesta la crescita di questo tipo di CC.
continua su |www.businessonline.it|
|
|
| Non solo Windows, Linux o Mac |
Inserita il: 18/11/2009 |
| Arriva Chrome OS: il nuovo sistema operativo Google |
|
Google avrebbe deciso di fornire un'anteprima di Google Chrome OS nel corso di un evento speciale fissato per domani mattina presso il quartier generale dell'azienda a Mountain View, California.
TechCrunch ha pubblicato nuove indiscrezioni in merito all’arrivo di Google Chrome OS, il sistema operativo open source annunciato lo scorso 7 luglio e indirizzato soprattutto ai netbook. Secondo quanto riporta il sito di Michael Arrington, Google avrebbe deciso di fornire un’anteprima di Google Chrome OS nel corso di un evento speciale fissato per domani mattina presso il quartier generale dell’azienda, a Mountain View, California.
TechCrunch avrebbe ricevuto informazioni da una fonte interna all’azienda e dà per certo che domattina saranno Sundar Pichai, Vice President of Product Management, e Matthew Papakipos, Google Engineering Director for Google Chrome OS, a parlare nel corso dell’evento e a rispondere alle domande durante la conferenza stampa che si terrà al termine della presentazione. Presentazione che dovrebbe essere incentrata su alcune informazioni tecniche relative allo sviluppo di Chrome OS e a cosa si celi sotto al cofano del nuovo sistema operativo. Nel corso dell’evento, inoltre, dovrebbero essere mostrate anche alcune demo. Una panoramica completa, scrive TechCrunch.
A luglio, proprio Sundar Pichai aveva pubblicato un post per annunciare il nuovo sistema operativo made in Mountain View, segnalando che una preview di Google Chrome OS sarebbe stata presentata entro l’autunno, mentre il rilascio ufficiale sarebbe avvenuto nel 2010. Pichai aveva anche rivelato che Google Chrome OS avrebbe supportato architetture x86 e ARM.
Fonte: |www.webmasterpoint.org|
|
|
| Direct Marketing, le leggi ed i regolamenti in Italia |
Inserita il: 17/11/2009 |
| una legge potrebbe rivoluzionare tutto e permettere i contatti senza nessun permesso opt-in |
|
L'attuale normativa sul direct marketing dispone all’art. 129 del predetto decreto: “Il Garante individua con proprio provvedimento, in cooperazione con l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ai sensi dell'articolo 154, comma 3, e in conformità alla normativa comunitaria, le modalità di inserimento e di successivo utilizzo dei dati personali relativi agli abbonati negli elenchi cartacei o elettronici a disposizione del pubblico, anche in riferimento ai dati già raccolti prima della data di entrata in vigore del presente codice (primo gennaio 2004).
Il provvedimento di cui al comma 1 individua idonee modalità per la manifestazione del consenso all'inclusione negli elenchi e, rispettivamente, all'utilizzo dei dati per le finalità di cui all'articolo 7, comma 4, lettera b) in base al principio della massima semplificazione delle modalità di inclusione negli elenchi a fini di mera ricerca dell'abbonato per comunicazioni interpersonali, e del consenso specifico ed espresso qualora il trattamento esuli da tali fini, nonché in tema di verifica, rettifica o cancellazione dei dati senza oneri.” Tradotto sostanzialmente, sino ad oggi il Codice ha imposto l’utilizzo del cosiddetto sistema opt-in al fine di salvaguardare i consumatori dai continui attacchi effettuati da promotori di beni o servizi attraverso comunicazioni commerciali ripetute, aggressive e indesiderate.
Orbene, secondo la maggior parte degli esperti della materia, la formulazione normativa soprarichiamata non ha garantito ad oggi l’ottenimento di grandi risultati in favore dei diretti interessati: inibendo, da una parte, l’utilizzo di forme commerciali di particolare importanza per le aziende (in particolare per i gestori telefonici) e non raggiungendo, dall’altra parte, il nobile obiettivo di evitare ai cittadini continue telefonate promozionali, in particolare negli orari di relax (quante telefonate arrivano appena seduti a tavola, per promuovere l’adesione ad una tariffa telefonica piuttosto che un comodo acquisto di beni dalla propria poltrona di casa???).
Ecco allora approdare in Parlamento una proposta che, almeno sulla carta, intende spazzare via inutili formalismi che ad oggi poco hanno avvantaggiato l’una e l’altra parte interessate dalla suddetta normativa (vendor e consumer) privilegiando l’adozione di un sistema opt-out, sulla base delle previsioni già avanzate dalla direttiva 95/46/CE, la quale ammette che gli Stati membri possano – una volta effettuata una analisi di bilanciamento tra i legittimi interessi delle imprese e la riservatezza delle persone - stabilire casi di esonero dal consenso dell'abbonato.
In proposito è utile richiamare un’altra direttiva, la 2002/58/CE, la quale lascia direttamente agli Stati membri la funzione di tutela della privacy degli abbonati i cui recapiti sono pubblicati negli elenchi telefonici mediante la richiesta di un consenso preventivo alla pubblicità o alla vendita diretta telefonica (come è stato fatto in Italia) o mediante l'iscrizione di coloro che non vogliono essere disturbati in un registro unico nazionale (soluzione seguita nel Regno Unito e in Francia). Quest’ultima soluzione, appunto, è sviluppata secondo la logica dell’opt-out.
Fonte | www.webmasterpoint.org |
|
|
| Posta elettronica certificata |
Inserita il: 06/11/2009 |
| Obblighi e scadenze per professionisti e aziende |
|
Inserita nel decreto anti-crisi, la Pec (Posta elettronica certificata) ha subìto una serie di rinvii ed emendamenti che ne hanno rallentato la domanda da parte dei destinatari. L'obbligo di dotarsi di questo servizio riguarda circa 2 milioni di professionisti, oltre alle società e alle pubbliche amministrazioni, mentre per tutti gli altri la pec, per ora, è facoltativa ...
continua la lettura dell'articolo su |www.businessonline.it|
|
|
| Dati societari in homepage |
Inserita il: 22/10/2009 |
| Nuove obblighi per le aziende |
|
Novità importante per le società di capitali (s.p.a., s.r.l. e s.a.p.a.): da luglio 2009 per esse è obbligatorio riportare nel proprio sito internet e nelle e-mail alcune informazioni societarie, pena l’applicazione delle sanzioni previste dal Codice Civile
Di seguito le informazioni che devono essere riportate obbligatoriamente:
-
denominazione sociale
-
indirizzo completo sede legale
-
codice fiscale e partita IVA
-
importo capitale sociale con indicazione della parte versata
-
registro imprese ove la società è iscritta e numero (è uguale al codice fiscale)
-
numero REA
Tale obbligo decorre dal 29/07/2009, quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Legge Comunitaria 2008, che ha modificato l’art. 2250 c.c., il quale prevedeva già l’obbligo di indicare alcune informazioni relative alla società in tutti i documenti (fatture, contratti, lettere, ecc.). Il mancato aggiornamento dei suddetti dati su siti internet ed e-mail della società può comportare sanzioni da € 206 a € 2.065.
Per ditte individuali e società di persone, rimane invece il semplice obbligo di indicare il numero di partita IVA almeno nella home page del sito internet della società (art. 35 del D.P.R. 633/1972).
|
|
| Motori di ricerca e statistiche 2009 in Italia |
Inserita il: 21/10/2009 |
| Google usato da 9 utenti su 10 prima di ogni acquisto. E altri dati interessanti emergono |
|
Chi di voi, prima di effettuare un qualsiasi acquisto, non ha almeno una volta eseguito una ricerca a tal proposito sul web? Difficile che qualcuno risponga di no...
Essere sicuri di effettuare la scelta giusta, essere sicuri di comprare al minor prezzo, leggere le opinioni degli altri compratori: queste sono alcune delle motivazioni che spingono nove italiani su dieci a consultare Google prima di procedere all'acquisto di un bene o di un servizio, indipendentemente dal valore di questo e dal luogo -sul territorio oppure online- dove si concluderà la transazione.
Una percentuale, 87% per l'esattezza, che -seppur elevata-, continua costantemente a crescere di anno in anno: nel 2008 si era infatti allo 83%. Così come cresce l'influenza che, di anno in anno, hanno i contenuti trovati in seguito a una o più ricerche nei motori. Ben l'88% degli italiani online ha acquistato una o più volte basando la propria scelta proprio sulle informazioni trovate grazie a Google e agli altri motori.
Le informazioni più influenti, a detta degli intervistati, sono ancora quelle pubblicate sul sito del produttore di ciò che interessa.
Ma cresce sempre di più il numero di coloro che, prima di acquistare, cercano opinioni, commenti, recensioni ed eventuali immagini o video messi online da altri consumatori su quanto di interesse.
E' il "boom" del cosiddetto "user generated content", a cui Google tende a dare sempre maggiore spazio nei risultati di una ricerca.
Prodotti elettronici (58%), telefonia ed accessori (58%), viaggi (52%) e libri (51%) i prodotti che più frequentemente vengono acquistati dopo una ricerca nei motori. A far emergere questi dati è la sesta edizione dell’indagine “Gli italiani ed i motori di ricerca”, commissionata da SEMS a OTO Research.
L’indagine, basata su un panel online rappresentativo dell’utenza italiana che accede al Web, ha avuto ben 2.000 rispondenti validati.
Due dati, emersi dalla ricerca, sono di particolare interesse per quanti operano nel mondo del marketing e dell'advertising. Il primo è che i motori sono sempre più spesso lo strumento con cui i consumatori approfondiscono gli stimoli della pubblicità offline. Il secondo è che un utente su cinque acquista online da un computer differente rispetto a quello usato per arrivare al prodotto di interesse.
A proposito di quest'ultimo punto, risulta spesso difficile capire da quale utenza è stato effettivamente portato a termine l'acquisto, anche perchè molti utenti bloccano i cosidetti cookie, falsando le statistiche e rendendo più ardua la vita a chi si occupa di marketing ed agli inserzionisti.
Fonte | www.businessonline.it |
|
|
| Windows 7 |
Inserita il: 15/10/2009 |
| Vantaggi in azienda |
|
I vantaggi che Windows 7 apporterebbe alle imprese secondo quanto dichiarato da alcuni responsabili di aziende italiane.
Il CEO di Microsoft Steve Ballmer sta girando in lungo e in largo per promuovere Windows 7. La scorsa settimana era a Londra, impegnato a illustrare i benefici che l’utenza aziendale trarrà dall’adozione del nuovo sistema operativo.
Abbattimento dei costi, risparmio di denaro, maggiore efficienza e produttività sono le promesse di Windows 7. Tra i punti di forza di Seven sottolineati da Ballmer, BitLocker, la virtualizzazione e il miglioramento della gestione delle policy, strumenti che a detta del CEO di Microsoft sono in grado di diminuire i costi.
A leggere le opinioni di alcune aziende italiane interpellate da Gianni Rusconi de Il Sole 24 Ore, sembra che le promesse di Ballmer corrispondano davvero alla realtà dei fatti. Paolo Provetti, CIO di Brembo, evidenzia l’implementazione delle procedure di automazione dei processi e la riduzione dei costi di gestione operativa dell’IT. Fra gli altri benefici di Seven, l’interfaccia utente multilingua e gli strumenti che abbattono le difficoltà di trasferimenti delle informazioni con le altre sedi, quelli che favoriscono l’integrazione con altri prodotti Microsoft e il sistema di crittografia a tutela dei dati riservati.
L’introduzione di policy di gestione centralizzate, che ottimizzano la distribuzione di potenza verso i vari client e i consumi di energia sono, invece, i plus sottolineati da Gianluca Fusco, CEO di Edipower, mentre Stefania Donnabella di Brainforce rimarca un processo di upgrade a Windows 7 che non ha comportato la necessità di aggiornare l’hardware aziendale.
Fonte | www.webmasterpoint.org |
|
|
| Perchè i visitatori se ne vanno dopo pochi secondi |
Inserita il: 10/10/2009 |
| Case history |
|
Ne devo già aver parlato da qualche parte, ma non ricordo dove e sicuramente non in modo esteso e completo come conto di fare qui. Il tema è: quanti siti perdono visitatori perché c'è un errore nella sua presentazione, nella comunicazione o nell'immagine fornita, senza che la cosa, seppur intuita, possa essere dimostrata?
Continua sul sito |HTML.it|
|
|
|
|
| ULTIMO AGGIORNAMENTO: 07/12/2010 |
|
|
|
|
| |
|
| ULTIMO AGGIORNAMENTO: 15/12/2011 |
|
Clicca sul nome per ingrandire l'immagine |
|
|
| |
|
| ULTIMO AGGIORNAMENTO: 03/06/2010 |
|
|
|
|
|